L’anello della Gola del Furlo, seconda tappa del nostro on the road 2019.

La seconda tappa del nostro on the road 2019 è stata Acqualagna o meglio, la sua frazione Furlo, che con le sue belle gole e il panoramico passo, è stata la prima tappa nelle meravigliose Marche.

Siamo arrivati ad Acqualagna, che era già sera ma al camping “Parco Le Querce” sono stati gentilissimi e per telefono ci hanno spiegato dove montare la tenda e dove avremmo trovato i vari servizi. Il camping si trova in una piccola frazione di Acqualagna, località Pianacce, proprio dove sorge l’abbazia di San Vincenzo al Furlo che noi abbiamo scoperto per caso seguendo il profumino di cibo che arrivava da un chiosco proprio lì accanto! Siamo stati fortunatissimi perché l’abbiamo trovata aperta nonostante fossero le 21 e col buio aveva un gran fascino!

Il giorno dopo ci siamo svegliati presto e ci siamo diretti verso Furlo per iniziare un trekking ad anello sopra la gola, ma prima di raccontarvi bene il nostro giro, spendiamo qualche riga per raccontare un po’ di storia di questo luogo.La gola del Furlo è un canyon profondo nel quale il fiume Candigliano partendo dal Monte Pietralata scorre fino a diventare un affluente del Metauro a Fossombrone. La peculiarità di questo posto però non è la gola in sé ma la storia che l’accompagna.

Per poterla vedere tutta infatti, bisogna attraversare un tunnel romano di 38 m che l’imperatore Vespasiano fece scavare nel 76 d.C. Da quel momento, questa strada, che è parte della via Flaminia romana, è diventata una via strategica per tutti i popoli che l’hanno attraversata, qui i Goti furono cacciati dai Bizantini, più tardi la zona divenne un presidio dei Longobardi, nel medioevo invece fu attraversata da viandanti e pellegrini diretti a Roma e infine, fu percorsa da Mussolini che, riconoscendone la posizione strategica, realizzò la strada che vediamo oggi.

Il passaggio del Duce ha decisamente segnato questo luogo e ancora oggi, al Bar Furlo (che vi consigliamo per la simpatia dei gestori e gli ottimi panini formaggio e lonza) si può visitare la camera in cui alloggiò negli anni ’30, mentre dal piazzale di fronte si può vedere il suo profilo scolpito nella montagna dalla Milizia Forestale.

Oggi la vegetazione ha quasi del tutto coperto l’opera e solo un occhio attento riesce a scorgere ancora il profilo; tra l’altro ci hanno detto che Mussolini non fu particolarmente entusiasta del lavoro finito… in effetti, se guardate bene non sembra volto verso il sole (intento originario) ma sembra più coricato, quasi morto!

Per il nostro trekking ci siamo affidati alla guida di Stefano Ardito “ I 50 sentieri più belli delle Marche” con una deviazione al Monte Pietralata, che però non vi consigliamo…una gran sfacchinata sotto al sole per poi arrivare in cima e non vedere nulla di chè. Seguendo invece il sentiero indicato dalla guida (segnavia bianco-rossa n.449 e 446) siamo saliti per boschi fino a raggiungere il primo punto panoramico poi ancora pochi minuti sulle rocce per arrivare al secondo punto panoramico (che dovrebbe corrispondere alla pelata di Mussolini) dal quale si vedono la gola, Fossombrone e la meravigliosa natura che li circonda. Da qui noi siamo saliti al Monte Pietralata ma c’è una strada che riporta alla gola con un giro ad anello più corto.

Tempi di percorrenza: 2 ore al primo belvedere. Che dire, la vista merita sicuramente la fatica, noi però, facendo il giro lungo, ci abbaiamo messo in totale 6 ore.

Piccoli suggerimenti: come diciamo sempre “leave nothing but footprints” non lasciate nulla se non le vostre impronte. La zona è riserva naturale abitata da tantissimi animali quali aquile reali, falchi, gufi, cervi, caprioli e persino lupi quindi mi raccomando non lasciate residui di cibo in giro. Portatevi acqua perché non troverete sorgenti o fontanelle, portatene tanta perché la strada è tutta al sole.

Di rientro dalla camminata abbiamo deciso di andare a cena a Cagli, è vicino e il centro storico è davvero bello, pensateci se siete in zona!

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